Posted by: camomaiff | 2009.July.02

Lo Scudo Di Talos – Valerio Massimo Manfredi

Talos, lo storpio, è cresciuto tra gli iloti. Pastore tra i pastori. Brithos, l’intrepido, è stato allevato per essere guerriero. Nobile tra i nobili. Due fratelli separati in nome della legge più crudele di Sparta. Ma per vie tortuose il fato li riavvicina, li schiera fianca a fianco nella lotta contro gli invasori persiani. Atene e Sparta, la gloriosa storia dei greci fa da cornice a una splendida e tormentata storia familiare. Un romanzo di passioni e politiche e di affetti, di coraggio e di avventura. Un libroper vivere il tempo degli dei e degli eroi.
Belloooo!!!

Mi è piaciuto veramente tanto. Anche perchè, al mio solito, non avevo letto tutta la trama e quindi non mi aspettavo minimamente lo sviluppo della storia!!
C’è da dire che la vita del protagonista è stata seguita in tutti i suoi punti senza annoiare mai… e bellissimi i riferimenti storici che distoglievano l’attenzione dalla narrazione, rendendola al tempo stesso più realistica!! Bellissimo, dunque, il combattimento delle Termopili!
Tanto ferro e sangue con un pizzico di romanticismo. Forse troppo in certi punti, ma non ha guastato!
Mi mancava un bel libbro dove si ammazzasse un pò di gente!! (è.é)
Bella è anche la costruzione del protagonista e il suo evolversi nel tempo. E sono bellissimi Talos e Brithos! Colpisce il loro legame freterno che li tiene uniti e li protegge a vicenda senza che essi lo sappiano.
Oltre alle parti in cui ci sono loro due insieme, mi sono garbate anche quella in cui a Talos viene svelato il segreto dell’armatura e quando sta per togliersi la vita sotto l’albero nel giorno di tempesta. Lì si coglie proprio il culmine della sua disperazione e ci si rende conto di come un uomo, spinto inizialmente da tanti alti ideali, si perda con lo scorrere del tempo e con l’incontro delle brutalità della vita e della guerra.
Pensare che anche quando stava per vendere Sparta ai Periani continuavo a fare il tifo per lui!!!  (°//A\\°)

Alcune parti del libbro carine sono:
“[…] e gli sembrava insopportabile essere considerato come uno stupido ariete nella stagione dei calori. In quei momenti preferiva allora starsene solo ad ascoltare le allodole e i merli o andare per i boschi e mettere trappole per le volpi. Era dunque questo diventare uomo? Questo certamente a anche altro; udire dentro di sè suoni misteriosi, tremori improvvisi, aver voglia di correre, di arrampicarsi sulle cime più alte per lanciare un grido e attendere l’eco rifratta dai picchi lontani, aver voglia di piangere quando il sole tramonta incendiando le nubi, migliaia di agnelli dal vello di fiamma pascolati pascolati nell’azzurro e poi dissolti nell’oscurità. Sentirsi in petto l’usignolo con la sua melodia e lo sparviero con le sue rauche strida, desiderare di avere le ali, grandi ali bianche, per volare lontano sui monti e sulle valli scintillanti dell’argento degli olivi, sui fiumi tra i salici e i pioppi, nelle notti silenziose e profumate, nella luce pallida della luna…
Queste ed altre cose ancora sentiva nel cuore Talos, lo zoppo. […]” (vd p55) riferente alla giovinezza del protagonista;

“[…]<<Hai voluto morire… Hai voluto morire, nel giorno del tuo trionfo… >>
Il guerrriero morente riuscì con uno sforzo immane a sollevare la mano insanguinata
<<Cosa… c’è … dietro questa corazza… Talos, cosa c’è?>>
E rovesciò il capo all’indietro, senza vita. […]” (vd p 169)
mi si rovescia il cuore… sì lo so, sono troppo sentimentale, ma qui arriva proprio il culmine del rapporto tra i due ragazzi. E in particolare le ultime parole di Brithos: “Cosa… c’è … dietro questa corazza… Talos, cosa c’è?” sono bellissime. sul momento le avevo amate e basta, ma con lo scorrere del romanzo acquistano a pieno il loro significato. Prima che il ragazzo si tuffasse nello scontro, l’ilota gli aveva detto che sotto alla sua corazza sarebbe pulsato il prorpio cuore insime al suo. Perciò si rimane interdetti di fronte alle ultime parole dello spartano, che fino all’ultimo aveva combattutto per riscattarsi ed eppure alla fine non ha più trovato un significato alle sue azioni e alla sua stessa vita. E il lettore si domanda, perchè, prorpio lui, in fine, aveva perso ogni vitalità? E prorpio qui viene il bello. Infatti dalla morte del fratello e l’integrazione tra il popolo spartano, Talos subisce un lento declino che lo svuota completamente. Si percepisce come l’assenza di proprie forti motivazioni, di affetti, di sicurezze, e la continua presenza di sopprusi, atrocità, di battaglie, dissolvano l’umanità del protagonista, portandolo allo stesso gesto che molti anni prima aveva impedito di compiere al fratello: suicidio.

 

Se volete saperne di più : http://it.wikipedia.org/wiki/Lo_scudo_di_Talos

Valerio Massimo Manfredi
Lo scudo di Talos
Oscar Mondadori
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